Libro 2, Capitolo 14: Il destino dei Cavalieri di Violafucsia

Libro 2, Capitolo 14: Il destino dei Cavalieri di Violafucsia
Liberamente ispirato a Harry Potter e la Camera dei Segreti, Capitolo quattordici: Cornelius Caramell

Nonostante la straordinaria avventura appena vissuta nel ricordo di Riddle, ovvero la terribile visione dei fatti accaduti cinquant'anni prima, Harry era ancora fermamente convinto che Hagrid non avesse mai inteso uccidere.
Aveva raccontato questa esperienza magica ai suoi amici un sacco di volte e, sebbene le loro conversazioni fossero state inconcludenti riguardo diversi argomenti, nessuno aveva manifestato dubbi sull'innocenza di Rubeus.

Questa volta, però, gli Agenti dell'Ordine dei Gattaca non avevano mancato l'appuntamento con i tre Grifondoro.
Da alcuni giorni, Mizar e Gemma, due "Mezzopelo", e cioè incroci tra Stregatti e Kneazle, erano praticamente diventati l'ombra felina di Potter: non si erano persi neanche una parola riguardo il viaggio magico all'interno del diario.
Tuttavia, udito il nome di Tom Orvoloson Riddle, a Mizar sfuggì un leggero miagolio di preoccupazione, mentre a Gemma si drizzò il pelo sulla schiena per i brividi.

«Miao, è mai possibile che questi studenti siano così sprovveduti da non sapere chi è Tom Riddle!?» mormorò Mizar guardando distrattamente un topolino grassottello attraversare incauto la Sala Comune. «Non miagolo che debbano diventare esperti in Storia della Magia di Hogwarts, ma speravo almeno che avessero dato un'occhiata negli archivi dei vecchi numeri della Gazzetta del Miagolio Profetico, disponibili in Biblioteca!».
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Libro 2, Capitolo 13: Il diario e la poesia segretissimi

Libro 2, Capitolo 13: Il diario e la poesia segretissimi
Liberamente ispirato a Harry Potter e la Camera dei Segreti, Capitolo tredici: Il diario segretissimo

Hermione rimase in infermeria per diverse settimane.
Quando gli studenti tornarono dalle vacanze di Natale corsero varie voci sulla sua scomparsa, perché naturalmente tutti pensarono che fosse l'ennesima vittima.
Poi una folla sempre più numerosa di visitatori curiosi cominciò a infastidire anche Madama Chips, al punto che decise di nascondere la Grifondoro dietro una tenda, nel rispetto della sua riservatezza.
Harry e Ron andavano a trovarla tutte le sere. Quando ricominciò il trimestre le portavano i compiti del giorno.
Persino il professor Allock aveva inviato uno dei suoi originalissimi biglietti a Hermione, facendole gli auguri di pronta guarigione.
La simpatia che la ragazza provava per lui, provocava in Ron un profondo senso di disgusto, che raggiunse il culmine con il tentativo di Hermione di nascondere il biglietto dell'insegnante sotto il cuscino, come se fosse un tesoro prezioso da difendere.

In quelle settimane, inoltre, si erano susseguite numerose e frenetiche riunioni nell'ufficio del Preside.
Non c'erano in ballo soltanto la sicurezza della scuola e la ricerca della Camera dei Segreti, ma anche il comportamento di Pietra nei riguardi di Hermione Granger.
Fu così che l'ultima riunione ebbe, nella persona della professoressa McGranitt, l'assoluta protagonista della discussione, decisa com'era a presentare il conto al povero Stregatto.
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Libro 2, Capitolo 12: Un'amicizia millenaria

Libro 2, Capitolo 12: Un'amicizia millenaria
Liberamente ispirato a Harry Potter e la Camera dei Segreti, Capitolo Dodici: La Pozione Polisucco

Appena entrati nell'ufficio del Preside, un'affascinante stanza circolare ricca di oggetti stravaganti e misteriosi, Minerva disse a Harry Potter di attendere l'arrivo di Albus Silente, lasciandolo in compagnia dei quadri che ritraevano i precedenti Presidi di Hogwarts.
C'era anche un'enorme scrivania con le zampe ad artiglio, e dietro di essa, su uno scaffale, era appoggiato un cappello da mago, frusto e straccio... il Cappello Parlante.

Il ragazzo esitò. Gettò un'occhiata circospetta verso le pareti, ai maghi e alle streghe apparentemente addormentati.
In fondo che male c'era se prendeva il Cappello e se lo metteva in testa un'altra volta? Solo per vedere... Solo per accertarsi che lo avesse effettivamente assegnato al dormitorio giusto.

Subito dopo averlo indossato, una vocina gli disse: «Pulce nell'orecchio, eh, Potter?».
«Ehm, si» mormorò lui. «Ehm... mi spiace disturbare... volevo chiedere...».
«Ti chiedi se ti ho messo nel posto giusto» disse il Cappello con grande perspicacia. «Devo ammetterlo, è stata una decisione particolarmente difficile. Ma rimango del mio parere». Il cuore di Harry gli balzò in petto.
E, a dispetto del pensiero di Harry, il Cappello continuò: «Saresti stato benissimo tra i Serpeverde».
Il ragazzo si sentì mancare il respiro, si tolse il Cappello e lo ripose sullo scaffale, poi replicò: «Guarda che ti sbagli!». Ma il Cappello non parlò più.

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Libro 2, Capitolo 11: Il Club dei Duellanti Miagolanti

Libro 2, Capitolo 11: Il Club dei Duellanti Miagolanti
Liberamente ispirato a Harry Potter e la Camera dei Segreti, Capitolo Undici: Il club dei duellanti

Alcuni giorni dopo il furto degli ingredienti per preparare la Pozione Polisucco, il professor Silente e il professor Piton passeggiavano uno di fianco all'altro lungo il corridoio del terzo piano, riflettendo attentamente sui recenti e curiosi fatti avvenuti nel castello.

«Credo che Potter abbia usato un fuoco d'artificio del Dottor Filibuster, con innesco ad acqua. Perfino suo padre James avrebbe avuto più fantasia» sibilò sarcasticamente il Maestro di Pozioni con le braccia incrociate dietro la schiena. «A causa di esso, il liquido di una Pozione Dilatante è schizzato addosso agli studenti vicini al calderone, dove lo stesso fuoco d'artificio si è inabissato».
«E' da tanto tempo che non uso più quei fuochi d'artificio» commentò Silente esprimendo un certo rammarico «Forse sto un po' invecchiando».

«Inoltre, per rendere il ladrocinio più semplice, era stata mia cura lasciare la porta del mio ufficio socchiusa, con la Pelle di Girilacco e il Corno di Bicorno sul primo scaffale» proseguì Piton senza fermarsi a soppesare le parole del Preside.
«Immagino che, come diversivo, sia stato divertente, sgonfiotti a parte» rispose Silente abbozzando un sorriso. «Date le circostanze, un po' di iniziativa possiamo concedergliela, non credi?».

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Libro 2, Capitolo 10: Un ritorno inaspettato

Libro 2, Capitolo 10: Un ritorno inaspettato
Liberamente ispirato a Harry Potter e la Camera dei Segreti, Capitolo dieci: il bolide fellone.

La Sala d'Ingresso della Quinta Casa di Violafucsia si trovava al terzo piano, in fondo all'enorme salone che aveva ospitato lo Specchio delle Brame.
L'accesso era consentito unicamente tramite una dispettosa Porta Gattaia mimetizzata, che conduceva poi alla Sala Comune degli studenti felini, comunicante, a sua volta, con le diverse aule e altre stanze segrete.
Inoltre, i Violafucsia potevano contare su una biblioteca dotata di migliaia di zampascritti.
Ad onor del vero, si trattava un piccolo 'gioiello' di struttura scolastica, nascosta nel cuore di Hogwarts.

Gli uffici dei professori, consistenti in quattro piccole stanzette, erano collegati tra loro da un breve corridoio, che finiva poi per unirle alla Sala Miagolante, l'equivalente della Sala Grande.
Sulla Porta Gattaia, apparentemente scardinata e tarlata, c'era un cartello recante una scritta ingannevole: "Magazzino dei quadri e degli arazzi da restaurare. Attenzione, Sfinge egiziana da guardia!".

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Libro 2, Capitolo 9: L'insospettabile Azzeccagarbugli

Libro 2, Capitolo 9: L'insospettabile Azzeccagarbugli
Liberamente ispirato a Harry Potter e la Camera dei Segreti, Capitolo nove: La scritta sul muro

«La mia gatta! La mia gatta! Cosa è successo a Mrs Purr?» gridò Gazza appena raggiunse la torcia del corridoio dalla quale pendeva la sua povera micia inerte.
I suoi occhi sbarrati si posarono su Harry.
«Tu!» gridò il custode. «Tu! Sei stato tu ad uccidere la mia gatta! Sei stato tu a ucciderla! Io ti ammazzo! Io...».
«Gazza!».
Silente era giunto sulla scena del delitto, seguito da molti altri insegnanti. Superò velocemente Harry, Ron e Hermione e, in un attimo, staccò Mrs Purr dal braccio della torcia dove era appesa.
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Libro 2, Capitolo 8: Per un pugno di salsicce

Liberamente ispirato a Harry Potter e la Camera dei Segreti, Capitolo otto: La festa di Complemorte

Era già trascorsa una settimana da quando Daisy Stregatta aveva iniziato a insegnare a Hogwarts ed era entrata a far parte dell'Ordine di Gattaca, ma soprattutto, dal momento in cui aveva messo drasticamente a dieta il suo fidanzato felino.
Nei primi giorni di cambiamento delle abitudini alimentari, l'affamato e intrattabile Stregatto sognava a occhi aperti salsicce dorate con le ali, simili al boccino del Quidditch: volavano lontano da lui, Cercatore improvvisato, scomparendo tra le nuvole proprio nell'istante in cui stava per afferrarle.
Tuttavia, l'attività didattica non ne risentì troppo.
Le studentesse feline della Quinta Casa erano particolarmente attratte dalla materia insegnata da Daisy, "Teoria della Magia Floreale", e ciò contribuì ad accrescere l'interesse e la stima per la nuova insegnante, sempre simpatica e disponibilissima con tutti.
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Libro 2, Capitolo 7: L'insegnante di Magia Floreale

Libro 2, Capitolo 7: L'insegnante di Magia Floreale
Liberamente ispirato a Harry Potter e la Camera dei Segreti, Capitolo sette: Sussurri e Sanguemarcio*

La Sala dei Trofei di Hogwarts aveva sempre esercitato un fascino particolare nei suoi visitatori: veniva considerata una specie di museo storico di tutte le attività magiche scolastiche meritevoli di lode e riconoscimenti, sia sportive che culturali.
Ogni sabato mattina, subito dopo colazione, Pietra Stregatto, Eileen Scintille e Severus Piton amavano ritrovarsi in quel luogo per ricordare le imprese scolastiche delle quattro Case, i leggendari guai combinati dallo Stregatto durante le partite di Quidditch e, infine, per organizzare le operazioni dell'Ordine di Gattaca della settimana successiva.

In verità, il professor Severus Piton era sopratutto affezionato ai trofei di Gobbiglie vinti da sua madre, ex studentessa di Serpeverde come lui, sopra i quali giaceva una leggera e nostalgica patina di polvere.
Sembrava che il maestro di pozioni non smettesse mai di osservarli, avvicinandosi ad essi come una falena notturna che vola verso la fiamma di una candela, ineluttabilmente attratta dalla sua luce.

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Libro 2, Capitolo 6: La Graffiolettera inaspettata

Libro 2, Capitolo 6: La Graffiolettera inaspettata
Liberamente ispirato a Harry Potter e la Camera dei Segreti, Capitolo 6: Gilderoy Allock

Il giorno dopo a colazione, l'eccitazione di Harry e Ron per l'intrepido volo sulla Ford Anglia, accumulata nelle ore precedenti, crollò ai minimi storici.
La zuppa di porridge non fece in tempo a intiepidirsi che Hermione fece comprendere loro, a modo suo, che non aveva approvato quel comportamento irresponsabile.
Secondo la piccola strega, l'idea della macchina volante era stata una delle iniziative più idiote che avessero mai potuto prendere i suoi amici, e cominciava a pensare che Harry Potter e Ron Weasley fossero ancora presenti nella scuola esclusivamente in virtù di una sorta di "ala protettiva", dispiegata ovviamente da Albus Silente.
C'era un proverbio che Babbo Granger ripeteva sempre ai suoi assistiti con i denti cariati, che affermavano di aver usato lo spazzolino tutti giorni: "Il dentista che pensa male dei suoi clienti commette peccato, ma a volte, ci indovina!".
Ripetendo dentro di sé le parole di suo padre, come il verso di una poesia da imparare a memoria, la ragazza stava continuando a fissare in cagnesco i suoi amici e a portare freneticamente il cucchiaio su e giù dalla bocca, senza accorgersi che il suo porridge era già finito da un pezzo.

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Libro 2, Capitolo 5: Aperitivo da Tiffany


Liberamente ispirato a Harry Potter e la Camera dei Segreti, Capitolo cinque: Il platano picchiatore.


A Hogwarts, la mattina del primo giorno di settembre, ricorreva la tradizionale Festa per la commemorazione della vittoria di Sir Cadogan sulla Viverna di Wye, una terribile creatura simile a un drago che aveva terrorizzato la popolazione inglese ai tempi del Mago Merlino.
Per l'occasione, Pietra aveva sempre organizzato, per la gioia di tutti i fantasmi del castello e di Pix, un incontro di boxe magica tra armature stregate e raccolto le bizzarre scommesse tra dipartiti!

Lo Stregatto amava spacciare le due armature utilizzate per questo combattimento come le reliquie di due cavalieri della Tavola Rotonda, e precisamente di Sir Lancillotto e Sir Persifal, anche se lo stesso Sir Cadogan, loro ex collega, aveva sempre confessato di fare molta fatica a riconoscerne l'autenticità.
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