Libro sette, capitolo 21: La Profezia Stregatta

  Miagolamente ispirato al Libro sette, capitolo 21: La storia dei tre fratelli

 Harry si voltò a guardare Ron e Hermione. 

Nemmeno loro, a giudicare dall'espressione, avevano capito.
"I Doni della Morte?"
"Precisamente" confermò Xenophilius. "Mai sentiti? Non mi sorprende. Pochi, pochissimi maghi ci credono". 
Poi lamentò del fratello di Ron che al matrimonio lo aveva aggredito perché ne esibiva il simbolo attraverso il ciondolo al collo, e solo perché era stato usato anche dal noto Mago Oscuro Grindelwald".

"Adoro quel simbolo" miagolò Pietra con aria nostalgica. "Quando ero piccolo disegnavo sui muri delle case Babbane quel disegno, ma assomigliava più a un uovo che a un cerchio".
"E i Babbani cosa dicevano?" chiese Conan sogghignando.
"Alcuni dicevano che era 'Street Art', altri di vedute più ristrette volevano catturare l'ignoto disegnatore, ghghgh!".

"Mi spiace"  mormorò Harry. "Continuo a non capire". Per educazione bevve un sorso di infuso di Radigorda, ma la trovava davvero disgustosa.

"Bè, vede, i credenti ricercano i Doni della Morte" spiegò Xenophilius. "Suppongo che conosciate tutti 'La Storia dei Tre Fratelli' "

Harry rispose di no, ma Ron e Hermione dissero di si.

"Visto?...Non erano sorelle!" miagolò Daisy annuendo. "La prima volta che Silente ce l'ha raccontata ne ero rimasta affascinata, mentre Pietra e Conan si erano addormentati dopo che i Peverell avevano creato il ponte con la magia".
"Esatto, amica mia, e nemmeno....quattro cugini!" aggiunse Eileen lanciando un'occhiataccia torva a Pietra e Conan. "Tre fratelli, miao!"

"Bene, bene, signor Potter, tutto comincia con 'La Storia dei Tre Fratelli'...devo averne una copia da qualche parte..."
Dalla bora di perline Hermione tirò fuori il libro delle Fiabe di Beda il Bardo, l'edizione 'originale'. 
A quel punto, il Signor Lovegood la invitò a leggere la favola a voce alta.

"Ehm...d'accordo" risposse Hermione, nervosa. Aprì il libro e Harry vide in cima alla pagina il simbolo su cui stavano indagando. Lei tossicchiò e cominciò.

" 'C'erano una volta tre fratelli che viaggiavano lungo una strada tortuosa e solitaria al calar del sole...' "

"Mezzanotte, diceva sempre la Mamma" osservò Ron, che si era messo comodo, le braccia dietro la testa, per ascoltare. Hermione gli rivolse uno sguardo irritato.
"Scusa, è solo che se dici mezzanotte fa più paura" aggiunse lui.
"Già, perché abbiamo proprio bisogno di un po' più di terrore nella nostra vita" commentò Harry senza riuscire a trattenersi. Xenophilius non ci badò; fissava il cielo oltre la finestra. 

"Mia madre diceva 'all'ora della merenda' " mormorò Pietra alle spalle di Harry. "Mai avuta così tanta paura di non riuscire a farla: avevo il terrore di non poter attraversare il ponte in tempo per prendere le frittelle".
"Quale ponte?" chiesi Daisy incuriosita. "Non eri mica tu che dovevi attraversarlo..."
"Bè...quando ero piccolo mi immedesimavo nei protagonisti".
Conan ed Eileen ridacchiarono pensando al piccolo Pietra affamato che chiedeva alla Morte di togliersi di mezzo.

"Vai avanti, Hermione" disse Harry alla sua amica.

" 'Dopo qualche tempo i fratelli giunsero a un fiume troppo profondo per guadarlo e troppo pericoloso per attraversarlo a nuoto. Tuttavia erano versati nelle arti magiche, e così bastò loro agitare le bacchette per far comparire un ponte sopra le acque infide. Ne avevano percorso metà quando si trovarono il passo sbarrato da una figura incappucciata... E la Morte parlò...' ".
"Scusa" la interruppe Harry, "Hai detto 'la Morte parlò'?".
"E' una fiaba, Harry!"
"Si, scusa, vai avanti".

" 'E la Morte parlò a loro. Era arrabbiata perché tre nuove vittime l'avevano imbrogliata: di solito i viaggiatori annegavano nel fiume. Ma la Morte era astuta. Finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia e disse che ciascuno di loro meritava un premio per essere stato tanto abile da sfuggirle. Così il fratello maggiore, che era un uomo bellicoso, chiese una bacchetta più potente di qualunque altra al mondo: una bacchetta che facesse vincere al suo possessore ogni duell, una bacchetta degna di un mago che aveva battuto la Morte! Così la Morte si avvicinò a un albero di sambuco sulla riva del fiume, prese un ramo  e ne fece una bacchetta, che diede al fratello maggiore. 
Il secondo fratello , che era un uomo arrogante, decise che voleva umiliare ancora di più la Morte e chiese il potere di richiamare altri dalla Morte. Così la Morte raccolse un sasso dalla riva del fiume e lo diede al secondo fratello, dicendogli che quel sasso aveva il potere di riportare in vita i morti.
Infine la Morte chiese al terzo fratello, il minore, che cosa desiderava. Il fratello più giovane era il più umile e anche il più saggio dei tre fratelli, e non si fidava della Morte. Perciò chiese qualcosa che gli permettesse di andarsene senza essere seguito da lei. E la Morte, con estrema riluttanza, gli consegnò il proprio Mantello dell'Invisibilità' ".

"La Morte possiede un Mantello dell'Invisibilità?" intervenne di nuovo Harry.
"Così può sorprendere la gente" spiegò Ron. "A voltesi stufa di correrle dietro, agitando le braccia e strillando...scusa, Hermione".

"E per noi Stregatti che abbiamo nove vite, la Morte si allena a fare la maratona, ghghgh!" miagolò Pietra sogghignando.
"Attento Pietra, la Morte è un'ottima atleta" lo ammonì Conan. "Non sfidiamola troppo".

" 'Poi la Morte si scansò' " continuò Hermione, " 'E consentì ai tre fratelli di proseguire il loro cammino, e così fecero, discutendo con meraviglia dell'avventura che avevano vissuto e ammirando i premi che la Morte aveva loro elargito. 

                                    

A tempo debito i fratelli si separarono e ognuno andò per la sua strada. 
Il primo fratello viaggiò per un'altra settimana o più, e quando ebbe raggiunto un lontano villaggio andò a cercare un altro mago con cui aveva da tempo una disputa. Armato della Bacchetta di Sambuco, non poté mancare di vincere il duello che seguì. La sciò il nemico a terra, morto, ed entrò in una locanda, dove si vantò a gran voce della potente Bacchetta di Sambuco che aveva sottratto alla Morte in persona e di come essa l'aveva reso invincibile.
Quella notte stessa, un altro mago si avvicinò furtivo al giaciglio dove dormiva il primo fratello , ubriaco fradicio. Il ladro rubò la bacchetta e per buona misura tagliò la gola al fratello più anziano. E fu così che la Morte chiamò a sé il primo fratello' ".

"Per fortuna noi abbiamo collari magici e non bacchette" miagolò Daisy.
"E dormiamo con quelli" precisò Daisy.
"Il mio è anche antipulci magiche" aggiunse Conan.
"Il mio ha anche la sveglia" spiegò lo Stregatto sogghignando. "Anche se non l'ho mai usata"

" 'Nel frattempo il secondo fratello era tornato a casa propria, dove viveva solo. Estrasse la pietra che aveva il potere di richiamare in vita i defunti e la girò tre volte nella mano. Con sua gioia e stupore, la figura della fanciulla che aveva sperato di sposare prima della di lei prematura morte gli apparve subito davanti.  Ma era triste e fredda, separata da lui come da un velo. Anche se era tornata nel mondo dei mortali, non ne faceva veramente parte e soffriva. Alla fine il secondo fratello, reso folle dal suo disperato desiderio, si tolse la vita per potersi davvero riunire a lei. E fu così che la Morte chiamò a sé il secondo fratello' ".

"La Pietra della Resurrezione completerà i quattro Collari dell'Apocalisse" osservò Conan.
"Se solo potessimo averla..." commentò Eileen sospirando.
"Chiunque indosserà i Collari avrà un armatura magica potentissima" miagolò Daisy.
"E' per questo che cerco di non ingrassare troppo" sogghignò Pietra facendo l'occhiolino.
"Si miagola che il possessore possa aprire i cancelli dell'oltretomba" miagolò Daisy.
"Ecco, miao, finalmente una gita fuoriporta!" ridacchiò Conan.
"E se fosse Kitty Tiffany ad indossarla?" chiese Eileen. "Kitty, la Spada vivente...".
"Se quello è il suo destino..." mormorò lo Stregatto facendo un grosso sbadiglio. "L'importante è che non lasci aperto quel cancello...troppi spifferi potrebbero far male al mondo intero, ghghgh!".

" 'Ma sebbene la Morte avesse cercato il terzo fratello per molti anni, non riuscì mai a trovarlo' " proseguì la Granger, " 'Fu solo quando ebbe raggiunto una venerando età che il fratello più giovane si tolse infine il Mantello dell'Invisibilità e lo regalò a suo figlio. Dopodiché salutò la Morte come una vecchia amica e andò lieto con lei, da pari a pari, congedandosi da questa vita' ".

Hermione chiuse il libro. Passo qualche istante prima che Xenophilius si rendesse conto che aveva smesso di leggere. Distolse lo sguardo dalla finestra e commentò: "Bè, ecco qua".
"Come, scusi?" chiese Hermione disorientata.
"Questi sono I Doni della Morte" rispose Xenophilius.

Prese una piuma da un tavolo e disegnò una linea verticale ovvero la Bacchetta di Sambuco poi un cerchio sopra la linea, cioè la Pietra della Resurrezione, e infine un triangolo che li conteneva entrambi, il Mantello Invisibile. 
Di seguito spiegò a Hermione che, riuniti i Doni, faranno del possessore il padrone della Morte. E di nuovo l'uomo guardò fuori della finestra.

Hermione mise in dubbio l'effetto magico dei tre Doni, ma Xenophilius era molto risoluto sul punto e pronunciò un giudizio parzialmente negativo sulla giovane strega: "Luna mi ha raccontato tutto di lei, signorina.  Da quel che ho capito lei non è priva d'intelletto, ma tristemente limitata. Chiusa. Di vedute ristrette".

Seguì una discussione sull'esistenza di più Mantelli dell'Invisibilità, ma Hermione dovette convenire che nessun altro aveva le caratteristiche peculiari di quello posseduto da Harry: esso era perfettamente impenetrabile, resistente a tutti gli Incantesimi che gli venivano scagliati contro, e di eterna durata.

E ancora il padre di Luna scrutò di nuovo l'orizzonte dalla finestra. 

Ovviamente, la Granger non poteva dare la prova negativa dell'inesistenza degli altri due Doni. E di sicuro, la Bacchetta di Sambuco era la più facilmente rintracciabile per la scia di sangue che si portava dietro da secoli. 

Dopo una pausa, Hermione, ostinata, domandò: "Signor Lovegood, la famiglia Peverell ha per caso a che fare con i Doni della Morte?".

Xenophilius sembrò colto di sorpresa mentre qualcosa prese ad agitarsi nella memoria di Harry. 
"Ma allora lei mi ha tratto in inganno, signorina" esclamò l'uomo, raddrizzando la schiena e strabuzzando gli occhi. "Io credevo che lei fosse all'oscuro della ricerca dei Doni! Molti di noi ricercatori sono convinti che i Peverell abbiano tutto - tutto! - a che fare con i Doni!".

"Ignotus Peverell aveva adottato un mio antenato felino, miao" disse Conan orgoglioso.
"Chissà, forse siamo tutti parenti di Potter, ghghgh!" ridacchiò Pietra.

                                 

"Chi sono i Peverell?" chiese Ron.

"Era il nome sulla tomba con il simbolo, a Godric's Hollow" spiegò Hermione, senza staccare gli occhi dal Signor Lovegood.
"Esatto! Il simbolo dei Doni della Morte sulla tomba di Ignotus è una prova lampante!" rispose Xwnophilius. 
"Di cosa?" domandò Ron.
"Bè, del fatto che i tre fratelli della storia erano davvero i tre fratelli Peverell, Antioch, Cadmus, e Ignotus! Che furono i primi possessori dei Doni!" disse Xenophilius eccitato.
Guardando ancora fuori della finestra, il signor Lovegood chiese ai grifondoro se si fermavano per cena prospettando loro una zuppa di Pimpli.
Poi sparì con un vassoio scendendo rapidamente la scala a chiocciola.

Harry aspettò di sentire l'uomo muoversi in cucina prima di parlare, poi chiese ai suoi amici che cosa ne pensavano dei Doni della Morte.
Tuttavia la risposta era sempre la stessa: per Ron e Hermione la Storia dei Tre Fratelli era solo una 'favola morale', che avrebbe dovuto insegnare al lettore quale fosse il dono migliore da scegliere.
Eppure, quando si trattò dire la propria, i tre amici parlarono contemporaneamente e scelsero tre doni diversi. Hermione optò per il Mantello dell'Invisibilità, Ron per la Bacchetta di Sambuco e Harry per la Pietra della Resurrezione. 
Forse la scelta non era così moralmente scontata.

Si guardarono a metà tra il sorpreso e il divertito.

Poi Ron spiegò che la favola indirizzava il lettore a scegliere il Mantello dell'Invisibilità, un dono che già li aveva aiutati tantissimo.

In ogni caso, Harry non era persuaso circa la conclusione di Ron e Hermione. Era chiaro che Silente non avrebbe messo le loro vite in gioco per una semplice favola.

Mentre i suoi amici erano ancora a discutere sui Doni della Morte, Harry andò al paino di sopra a curiosare, nella stanza di Luna, dove sul soffitto erano dipinti i volti dei suoi amici: Harry, Ron, Hermione, Ginny e Neville.

Harry vide una foto di Luna con sua madre e provò tanta commozione per lei...ma la stanza era piena di polvere, come se nessuno ci vivesse da parecchio tempo.

Qualcosa non andava.  

"Anche tu hai notato la ragnatela, eh?" chiese la voce inconfondibile dello Stregatto.
"Già" disse Harry preoccupato. "Che ne pensi?"
"Credo che stia per accadere qualcosa...come a Godric's Hollow".
"Ancora Nagini?"
"Non ho miagolato questo, ma ha il sapore di una trappola per topi giganti....sai, io me ne intendo. E poi....Luna..."
"Già...non c'è".

"Cosa c'è che non va?" gli chiese Hermione quando lui scese dalle scale, ma prima che potesse rispondere, Xenophilius risalì dalla cucina, reggendo un vassoio questa volta carico di ciotole.

"Signor Lovegood" gli domandò Harry, "dov'è Luna?"
"Prego?"
"Dov'è Luna?"

Xenophilius si bloccò sull'ultimo gradino.

"Ve...ve l'ho già detto. E' giù al Ponte Basso a pescare Pimpli"
"Allora come mai ha preparato solo per quattro?"

Xenophilius tentò di parlare ma non ci riuscì. Le sue mani erano tremanti.

"Secondo me Luna manca da settimane" dichiarò Harry. "I suoi vestiti non ci sono, il letto è intatto. Dov'è? E perché continua a guardare fuori dalla finestra?"

Xenophilius lasciò cadere il vassoio, ma prima che potesse mettersi la mano in una tasca, Harry, Ron e Hermione avevano già tirato fuori le loro bacchette.

                                        

Poi Hermione, la bacchetta puntata, prese una rivista dalla macchina stampatrice e i ragazzi si accorsero dal titolo che Il Cavillo aveva cambiato linea editoriale: in prima pagina c'era la foto di Harry con sotto la didascalia 'Indesiderabile numero uno' seguita dall'ammontare della taglia.

Harry chiese all'uomo se aveva mandato un gufo al Ministero per avvisarlo della sua presenza.
Xenoplhilius si passò la lingua sulle labbra.

"Hanno preso la mia Luna" sussurrò. "Per quello che ho pubblicato. Hanno preso la mia Luna e io non so dov'è, che cosa le hanno fatto. Ma forse me la restituiranno se io...se io..."
"Consegna Harry?" concluse per lui Hermione.
"Non se ne parla" tagliò corto Ron. "Si tolga di mezzo, ce ne andiamo".

Xenophilius aveva un aspetto minaccioso, era invecchiato di un secolo, la bocca contratta in un sorrisetto orrendo.

"Saranno qui da un momento all'altro. Devo salvare Luna. Non posso perdere Luna. Non dovete andare via".

"Finalmente un po' di movida" miagolò Pietra accennando passi di danza di Deliranza.
"Peccato, volevo almeno assaggiare prima la zuppa di Pimpli" aggiunse Conan.

Xenophilius allargò le braccia davanti alla scala e Harry ebbe la visione di sua madre che faceva lo stesso gesto davanti a un lettino. 

"Non ci costringa a farle del male" disse Harry. "Si sposti, signor Lovegood".
"Harry!" urlò Hermione.

Al di là delle finestre sfrecciavano sagome in sella di manici di scopa.

"Caro Xeno...avevi ragione, i Gorgosprizzi esistono....e anche gli Stregatti" miagolò Eileen sogghignando.
"Lo sapevo...lo sapevo" mormorò l'uomo guardandosi intorno ancora con le braccia aperte. "Ma chi...dove siete?".

Mentre i tre amici non lo guardavano, Xenophilius estrasse la bacchetta. Harry si accorse del loro errore appena in tempo: si lanciò di lato, spingendo Ron e Hermione al sicuro mentre lo Schiantesimo del padre di Luna attraversava la stanza, veniva deviato dall'incantesimo difensivo di Pietra e colpiva il corno di Erumpent.

Ci fu un'esplosione colossale. Il fragore squassò la stanza. Harry volò per l'aria e poi cadde a terra. , accecato dalla pioggia di calcinacci, le braccia sopra la testa. Sentì lo strillo di Hermione, l'urlo di Ron, l'esclamazione... 'per tutti i barboncini di Merlino!' di Daisy, e una serie di orribili rumori metallici, che gli dissero che Xenophilius era stato scagliato giù per la scala a chiocciola. 

"L'avevo pensato anch'io che era un corno di Erumpent" miagolò Eileen a fatica.
"Bè...pensavo di portarmelo via per ravvivare il prossimo Capodanno al castello, eh, eh, eh!" ridacchiò Conan respirando pesantemente.
"Era un'ottima idea...ma dobbiamo procurarcene un altro...ancora più grosso..." sibilò Pietra con in testa un pezzo di marmo della testa della Fondatrice di Corvonero. 
"E' il più grosso che io abbia mai visto; doveva valere una fortuna!" urlò Daisy furiosa.
"E....ehm...come mai siamo ancora tutti vivi?" chiese lo stregatto.

E poi lo Stregatto vide Kitty Tiffany davanti a loro: la 'Spada Vivente' era divenuta uno scudo.

"Ciao Pietra...Ehm, Direttore!...Sapevo di potervi essere utile al momento opportuno, così vi ho seguito in incognito" miagolò la studentessa e agente felina dell'Ordine di Gattaca. "Ehm...mi sono messa davanti al corno di Erumpent e ho assorbito gran parte della sua potenza esplosiva".
"E non sei morta..." mormorò Conan strabuzzando gli occhi. "Per la barba di tutti i cani pastore di Merlino!...Non siamo morti neanche noi!"
"Assorbo solo ciò che mi fortifica, non ricordate? Come la Spada di Grifondoro" ridacchiò Kitty. "Adesso posso rilasciare e provocare volontariamente esplosioni di corno di Erumpent scaturenti dal mio stesso corpo, hi, hi, hi!".
"Grazie dell'aiuto Kitty, ottima iniziativa" miagolò Eileen. "Adesso hai acquisito un'altra abilità..."
"Hai salvato la vita a tutti, anche al signor Lovegood, ma adesso torna al castello..." aggiunse Daisy. 
"Agli ordini, professoressa!" rispose Kitty da buona allieva. "La mia amica Bia Langodon mi sta aspettando per la cena in Sala Comune Felina. Non la farò aspettare....deve anche miagolarmi di una Profezia Stregatta che ha scoperto all'Ufficio Misteri, Sezione Stregatti, e che mi riguarda".
"Ti ha accennato qualcosa...?" chiese Eileen stupita.
"Bè...pare che io sia la Prescelta tra i felini magici, che sarò io a fermare l'indegno che tenterà di rubare i Quattro Collari dell'Apocalisse. Tuttavia, Bia deve ancora comprendere alcuni passaggi della stessa Profezia. Farò rapporto quando ne sapremo di più"
"Io non mi sento indegno" protestò Pietra ingrugnito. "Sono uno degli eredi del Fondatore Stregatto Violafucsia....".
"La Profezia miagola di un potente Stregatto Oscuro rimasto nell'ombra, ma resta ancora una parte difficile da tradurre...è scritto in Miagolese Antico, professore"
"....E io non sono di pelo oscuro, né dalla parte della Magia Oscura......Oh, bè...si, miao, certo, scusami per lo sfogo, Kitty"
"Non tutto ruota attorno a te, Pietra" osservò Daisy sbuffando. "Bravissima Kitty! Torna pure al castello e studiate la Profezia" concluse Eileen sorridendo.
Kitty fece un inchino a tutti i suoi insegnanti ed evaporò tra le macerie della casa in un 'puff!".

Semisepolto dai detriti, cercò di alzarsi: riusciva a stento a respirare e a vedere per via della polvere. Il soffitto era crollato. Il busto di Priscilla Corvonero, senza metà del volto, giaceva accanto a lui. Poi Hermione, ricoperta di polvere, si mosse verso di lui premendosi un dito sulle labbra. 

La porta di sotto si aprì con uno schianto.
Due Mangiamorte entrarono e si misero a discutere con il Signor Lovegood: pensavano che li avesse disturbati inutilmente per riavere sua figlia.

"No...no...vi supplico!" piagnucolò Xenophilius dopo essere stato torturato. "E' davvero Potter! Davvero!"
"E adesso salta fuori che ci hai chiamato solo per farci saltare in aria!" ruggì il Mangiamorte. Seguì una raffica di colpi intercalati dagli urli di dolore di Xenophilius.

"Questo posto sta per crollare, Selwyn" osservò Travers. "La scala è bloccata. Provo a sgombrarla? Potrebbe tirar giù tutto".
"Tu, pezzo di bugiardo" urlò Selwyn. "Non hai mai visto Potter in vita tua, vero? Pensavi di attirarci qui per ucciderci, eh? E credi di riavere tua figlia, così?"
"Giuro...giuro...Potter è di sopra!"
"Homenum Revelio" disse la voce ai piedi delle scale.
"C'è davvero qualcuno lassù, Selwyn" osservò Travers in modo brusco.
"E' Potter, vi dico che è Potter!" singhiozzò Xenophilius. "Vi prego...vi prego...ridatemi Luna, lasciatemi Luna..."
"Potrai riavere la tua ragazzina, Lovegood" ribatté Selwin, "se sali e mi riporti giù Harry Potter. Ma se è una trappola, se è un trucco, se hai un complice che ci aspetta di sopra, vedremo se riusciremo a risparmiare un pezzetto di tua figlia perché tu possa seppellirla".

In preda alla disperazione Xenophilius cercò di arrampicarsi su per la scala fra i detriti.

"Andiamo" bisbigliò Harry, "dobbiamo uscire di qui".

Ron e Hermione si mossero lentamente tra le rovine per avvicinarsi a lui.

"Bene" sussurrò Hermione tutta bianca di polvere. La pressa rotta che bloccava la cima delle scale cominciò a vibrare: Xenophilius era a pochi metri da loro. "Ti fidi di me, Harry?"

Harry annuì. Daisy spruzzò essenza di erba gatta rintracciante su di loro. Eileen sospirò.

"Ci fidiamo di lei?" miagolò Conan di rimando.
"Alternative al momento?" rispose lo Stregatto mentre passava mezzo tramezzino uova, maionese e tonno al suo amico.
"Bé...ci sarebbero i panini con burro e salmone..." replicò Conan. 

"Allora d'accordo" mormorò Hermione, "dammi il Mantello dell'Invisibilità. Ron, mettitelo".
"Io? Ma Harry..."
"Ti prego, Ron! Harry, stringi forte la mia mano. Ron, attaccati alla mia spalla".

Harry tese la mano sinistra. Ron svanì sotto il Mantello. La pressa che ostruiva le scale traballava: Xenophilius cercava di spostarla con un Incantesimo di Librazione. Harry non capiva che cosa stesse aspettando Hermione. 

"Tenetevi forte" sussurrò lei. "Tenetevi forte...ci siamo quasi..."

Il volto pallidissimo di Xenophilius apparve sopra la credenza.

"Un po' di Burrobirra?" miagolò Pietra a Conan una borraccia.
"Grazie, aiuta a digerire questa maionese babbana..." osservò Scintillo mentre scuoteva via le briciole di pane dal pancione.

"Oblivion!" gridò Hermione, puntando la bacchetta prima sul viso del padre di Luna, poi sul pavimento: "Deprimo!".

Nel pavimento del salotto si aprì un buco. Un urlo dal basso, e Harry intravide due uomini che tentavano di fuggire da una frana di detriti e mobili rotti. 

Hermione si avvitò a mezz'aria e il rombo della casa che crollava echeggiò nelle orecchie di Harry mentre lei lo trascinava di nuovo nel buio. 






















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