
Miagolamente ispirato al Libro sette, capitolo diciotto: Vita e Menzogne di Albus Silente.
Seduto davanti all'ingresso della tenda, Harry prese in mano i pezzi della sua bacchetta spezzata e li infilò nella saccoccia di Hagrid appesa al collo.
Aveva perso la protezione dei 'nuclei gemelli' e si era reso conto solo adesso che era svanita quanto ci aveva fatto conto.
La fotografia del misterioso ladro di bacchette era andata perduta e Silente non gli aveva lasciato nessuna indicazione sulla Spada di Grifondoro.
Per un attimo Harry penso di buttare via il boccino alato e smetterla con le ricerche.
"Harry"
Sul viso di Hermione si leggeva la paura che lui potesse scagliargli addosso una Maledizione con la sua stessa bacchetta.
Si accovaccio vicino al suo amico con due tazze di tè, le lacrime sul volto, e qualcosa di voluminoso sotto il braccio.
"Grazie" disse lui, e prese una tazza.
"Ti spiace se parliamo?"
"No" rispose lui perché non voleva ferirla.
"Harry, volevi sapere chi è l'uomo della foto. Bè...ho il libro".
Glielo spinse timidamente in grembo: una copia nuova di zecca di ? Vita e Menzogne di Albus Silente".
"Dove...come...?"
"Era lì...nel salotto di Bathilda. E dalle pagine spuntava questo biglietto".
Era la prova che la storica Bath aveva collaborato alla redazione di quel libro: i ringraziamenti di Rita Skeeter erano scritti sul cartoncino, non vi era più alcun dubbio.
Forse Bathilda non aveva fatto in tempo a leggerlo.
Tuttavia Harry pensò che, considerata Bathilda Bath una fonte attendibile, grazie alle sue confessioni avrebbe potuto sapere molte più informazioni sul suo vecchio Preside di quante gliele avesse rivelate in vita.
Informazioni che, però, erano ormai patrimonio di tutto il mondo magico.
Hermione si assicurò che non fosse ancora arrabbiato con lei e Harry la rassicurò, ribadendo che la distruzione della sua bacchetta era il frutto di uno sfortunato incidente, che peraltro gli aveva salvato la vita.
Chiarita la questione, Harry iniziò a sfogliare il libro in cerca di fotografie e trovò quasi subito quello che cercava, il giovane Silente e il suo bel compagno squassati dalle risate di una battuta dimenticata.
Harry lesse la didascalia. 'Albus Silente, poco dopo la morte della madre, con l'amico Gellert Grindelwald'.
"Grindelwald?"
Cercò altre informazioni su Gellert Grindelwarld e s'imbatté un capitolo intitolato 'Il Bene Superiore'.
Insieme a lui e Hermione cominciarono a leggere, con gli Stregatti nelle vicinanze a orecchie dritte per non perdersi neanche una parola.
Scoprirono che, alle soglie del suo diciottesimo compleanno, il pluripremiato studente Albus Silente avrebbe dovuto partire insieme al suo amico Elphias Doge per un viaggio culturale in Grecia, allo scopo di approfondire nuovi argomenti di magia.
Purtroppo, la morte di Kendra, madre di Silente, costrinse il giovane e brillante mago a rinunciare alla partenza e a tornare a casa, per prendersi cura della sorella Ariana e del fratello Aberforth minori.
Secondo le testimonianze di quella tragica estate, Ariana continuò a restare misteriosamente segregata in casa, mentre Bathilda Bath ospitò il suo bisnipote Gellert Grindelwald a Godric's Hollow, dove ebbe l'occasione di incontrare per la prima volta Silente e stringere con lui una grande amicizia.
Da una lettera che Albus scrisse in risposta a Gellert risultavano chiaramente i pensieri che i due ragazzi stavano elaborando in quel momento storico.
'...La tua idea che la dominazione magica è per il bene stesso dei Babbani...credo che questo sia il punto cruciale. Certo, ci è stato dato un potere, è certo, questo potere ci dà il diritto di governare, ma ci dà anche delle responsabilità sui governati. Dobbiamo porre l'accento su questo punto, sarà la pietra angolare sulla quale costruiremo. Là dove incontreremo opposizioni, come certo accadrà, questa dev'essere la base di tutte le nostre controargomentazioni. Noi prendiamo il controllo per il Bene Superiore. E da ciò discende che dove incontriamo resistenza, dobbiamo usare solo la forza necessaria e non di più. (Questo è stato il tuo errore a Durmstrang! Ma non me ne dolgo, perché se non fossi stato espulso non ci saremmo mai incontrati). Albus'

Ascoltata la lettura di Hermione, Harry rimase sconcertato. Si sentiva tradito, affranto. Possibile che un uomo come Silente avesse preso in considerazione anche solo per un attimo l'idea di rovesciare la Statuto di Segretezza e di stabilire il dominio dei maghi sui Babbani?
"Non mi stupisco" miagolò Pietra mormorando. "L'amore fa germogliare nella testa cose folli agli umani adolescenti". E poi una citazione dell'immancabile Shakespeare. "Se non ricordi che Amore t'abbia mai fatto commettere una piccola follia, allora non hai amato".
"Quando ti eri messo in testa di rubare tutti i frigoriferi di Londra per me, mia madre ti ha schiantato prima che lo facesse Silente" commentò Daisy sogghignando.
"Resta il fatto che Harry non può comprendere il rapporto sentimentale che era nato tra Albus e Gellert perché non è a conoscenza" brontolò Eileen. "Forse dovremmo..."
"Già, in questo caso le lettere non aiuteranno Potter....'Il pazzo, l'amante e il poeta non sono composti che di fantasia...' " concluse Conan continuando a citare Shakespeare.
Nel frattempo, la lettura di Hermione continuava senza troppe pause.
La Skeeter sosteneva che l'intensa amicizia tra i due maghi s'incrinò con la morte della sorella Ariana, vittima di un'animata discussione tra Silente, Grindelwald e Aberforth: la sorella si era trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Ma chi l'avesse uccisa lanciando una Maledizione restava un mistero.
Forse si era solo trattato di un tragico incidente.
Seguirono la fuga di Grindelwald all'estero, la rissa tra Silente e Aberforth davanti alla bara di Ariana e una serie di indagini che non giunsero mai a scoprire la verità sulla morte della ragazza.
Inoltre, passarono almeno cinque anni prima che Silente prendesse in considerazione la possibilità di cercare Grindelwald per catturarlo.
Alla fine del capitolo, la giornalista si domandava se Ariana fosse stata la prima persona a morire 'per il Bene Superiore'.
E Harry rimasto muto con il libro in mano alzò lo sguardo.
Hermione glielo la strappò dalle mani, poi lo chiuse senza guardarlo, come se stesse nascondendo qualcosa di osceno.
"Harry..."
Ma lui scosse il capo. Ron se ne era andato e adesso gli sembrava di rivivere le stesse sensazioni. Ancora una volta si era fidato di una persona; aveva messo la sua vita nelle sue mani, e poi...tutto era andato in cenere. Cos'altro gli era rimasto da perdere?
"Harry". Pareva che avesse udito i suoi pensieri. "Ascoltami. Non...non è una bella lettura..."
"Puoi dirlo forte"
"Ma non dimenticare, Harry, che è opera di Rita Skeeter".
"Hai letto la lettera a Grindelwald, vero?"
"Si, io...si". Esitò turbata, cullando la tazza di tè nelle mani fredde. "E' la parte peggiore. Lo so che Bathilda credeva che fossero solo parole, ma 'Per il Bene Superiore' è diventato il motto di Grindelwald, il suo alibì per tutte le atrocità che ha commesso in seguito. E...dalla lettera...sembra che sia stato Silente a dargli l'idea. Dicono che 'Per il Bene Superiore' fosse inciso anche nell'ingresso di Nurmengard".
"Cos'è Nurmengard?"
"La prigione che Grindelwald aveva costruito per rinchiudere i suoi oppositori. Ci finì anche lui, quando Silente lo catturò. Comunque è...è un pensiero orribile che le idee di Silente abbiano aiutato Grindelwald a salire al potere. Ma nemmeno Rita può sostenere che si siano frequentati per più di qualche mese di una sola estate, quando erano tutti e due molto giovani e..."
"Sapevo che l'avresti detto". Harry non voleva sfogare la sua rabbia contro di lei, ma dovette fare uno sforzo per controllare il tono della voce. "Sapevo che avresti detto 'erano giovani'. Avevano la nostra stessa età. Noi siamo qui a rischiare la nostra vita per combattere le Arti Oscure e lui era pappa e ciccia con il nuovo migliore amico, a tramare l'ascesa al potere sui Babbani".
Lui non sarebbe riuscito a dominarsi ancora a lungo, ma le parole 'pappa' e 'ciccia' risvegliarono l'interesse all'argomento della conversazione di Pietra.
"Insomma, miao, ma chi ha mai miagolato che Silente era perfetto?" chiese lo Stregatto con un tono da principe del foro. "Forse, solo il Prescelto può sbagliare?...Non si è forse ravveduto Harry su di noi?"
"In che senso?" chiese Eileen incuriosita.
"Bè, Harry credeva che tutti gli Stregatti fossero un'associazione oscura a delinquere..." aggiunse Conan.
"Mentre adesso il nostro Potter si è ravveduto come Silente e pensa che..." miagolò Pietra indicando Daisy.
"...Ritiene che solo noi quattro siamo dei delinquenti" finì la frase Daisy sogghignando.
"Appunto, si è ravveduto sulla nostra specie, ghghgh!" ridacchiò Pietra facendo spallucce. "Quindi anche Harry come Silente non è poi così perfetto....qualche anno fa, voleva uccidere anche il suo padrino Sirius, ricordate?"
Eileen, Conan e Daisy non poterono che annuire.
Harry si alzò e camminò in tondo, nel tentativo di calmare i nervi.
"Non sto cercando di difendere Silente e quello che ha scritto" replicò Hermione. "Tutte quelle idiozie sul 'diritto di governare', è la stessa idea di 'la magia è potere'. Ma, Harry, sua madre era appena morta, era chiuso in casa da solo..."
"Da solo? Non era solo. Aveva il fratello e la sorella, la sorella Maganò che teneva rinchiusa..."
"Io non ci credo" lo interruppe Hermione. Si alzò anche lei. "Qualunque cosa non andasse in quella ragazzina, non penso che fosse una Maganò. Il Silente che abbiamo conosciuto non avrebbe mai, mai permesso..."
"Il Silente che credevamo di conoscere non voleva sottomettere i Babbani con la forza!" gridò Harry, e la sua voce echeggiò attraverso la cima della collina deserta, e un gruppo di merli si alzò in volo strillando e disegnando spirali nel cielo perlaceo.
E Pietra li schiantò prontamente per procurare la cena.
"E' cambiato, Harry, è cambiato! E' così semplice! Forse credeva a quelle cose quando aveva diciassette anni, ma ha dedicato il resto della vita a combattere le Arti Oscure! E' stato Silente a fermare Grindelwald, a votare sempre per la protezione dei Babbani e i diritti dei Nati Babbani, a combattere Tu-Sai-Chi fin dall'inizio e a morire nel tentativo di sconfiggerlo!"

Il libro di Rita era posato per terra tra loro e dalla copertina Albus Silente sorrideva malinconico.
"Harry, mi dispiace, ma secondo me quello che ti fa rabbia è che Silente non ti ha mai raccontato nulla di tutto questo".
"Può darsi!" urlò Harry, e alzò le braccia sopra la testa.
Non sapeva se stava cercando di trattenere l'ira o di proteggersi dal peso della propria delusione.
"Guarda cosa mi ha chiesto, Hermione!" continuò Harry. "Rischia la vita, Harry! E ancora! E ancora! E non aspettarti che ti spieghi tutto, credimi ciecamente, credi che io sappia quello faccio, fidati anche se io non mi fido te! Mai la pura verità! Mai!"
La sua voce si spezzò per la tensione e subito intervennero gli Stregatti a mormorargli alle orecchie. Sembrava che i felini avessero approfittato di una breccia nella barriera mentale causata dall'esplosione della sua rabbia.
"Harry Potter....ti parlo da Stregatto a uomo" miagolò Pietra lentamente. "L'unico errore che ha commesso Silente è stato quello di far progredire nella Magia un bambino di indole malvagia come Tom Riddle. Un errore di valutazione che ha commesso in buona fede, sia chiaro. Perché Tom Riddle non era altro che un povero orfano come te".
"Ehm...vorrei miagolamente aggiungere che i rapporti sentimentali tra Albus e Gellert e le loro idee politiche giovanili non ti riguardano" proseguì Daisy. "Cosa avresti fatto se Cho Chang ti avesse chiesto di maledire Dudley?"
"Cosa c'entra Cho?....Maledire mio cugino?" mormorò Harry incuriosito. "Non sarebbe stata una cattiva idea...forse lo avrei fatto".
"Appunto, miao" intervenne Eileen. "Si fanno tante cose stupide per amore.
"E non solo a diciassette anni" osservò Conan. "Noi che abbiamo nove vite te lo possiamo garantire, eh, eh, eh!".
"Mi duole miagolarlo, ma la Signorina So-Tutto-Io ha ragione da vendere" concluse lo Stregatto. "Se Albus Silente si è comportato in un certo modo con te, avrà avuto i suoi motivi. Probabilmente perché con Tom Riddle non poteva più permettersi di commettere errori. L'idea del suo nuovo 'Bene Superiore' era quella di mantenere in vita e proteggere il Prescelto per permettergli di sconfiggere il Signore Oscuro".
Harry e Hermione rimasero lì a guardarsi nel bianco e nel vuoto, e Harry pensò che erano insignificanti come insetti sotto quel cielo immenso.
"Se stai pensando di essere una noiosa zanzara..." miagolò Pietra ridacchiando. "Hai ragione, miao!"
"...Ti ho detto di non leggermi la mente" sibilò il ragazzo con le labbra socchiuse.
"Lui ti voleva bene" sussurrò Hermione. "So che ti voleva bene".
Harry lasciò cadere le braccia.
"Non so a chi voleva bene, Hermione, ma non a me. Questo non è affetto, il caos in cui mi ha lasciato. Ha condiviso i suoi veri pensieri molto di più con Gellert Grindelwald che con me".
"Come tu hai fatto con Ginny e non con gli altri" miagolarono in coro Eileen e Daisy.
"Gellert Grindelwald e Ginny Weasley vi sembrano la stessa cosa?"
"Si, miao!" rispose Daisy.
"Sentimentalmente parlando...si!" precisò Eileen.
"Volete dire che..."
"Vogliono miagolare proprio quello: Gellert stava ad Albus come Ginny sta a un 'tardivo' come te" concluse Conan. "E' proprio così difficile da comprendere?".
Harry raccolse la bacchetta di Hermione, che aveva lasciato cadere nella neve, e tornò a sedersi all'ingresso della tenda.
"Grazie per il tè. Finisco il mio turno. Tu torna dentro al caldo".
Lei esitò. Ma capì che era un congedo. Raccolse il libro e passandogli accanto gli accarezzò la testa con la mano.
Lui chiuse gli occhi a quel tocco e si odiò per aver desiderato che le parole di lei fossero vere: che Silente gli avesse davvero voluto bene.

Quando Hermione si mise a sedere sul letto, Gli Stregatti non mancarono di confortarla.
"Sei sulla strada giusta, ragazza mia" miagolò Eileen. "Vedrai che Harry capirà non appena scomparirà la sua rabbia, che come nebbia gli offusca il cervello".
"Voi parlate alle persone sempre a compartimenti stagni, vero?" chiese Hermione sospirando.
"Non volevamo aprire una conferenza sui cuori umani infranti, nemmeno quelli appartenenti ai Presidi" spiegò Daisy.
"D'accordo. Ma a noi, adesso, serve aiuto!...Abbiamo bisogno della Spada di Grifondoro, e se sapete qualcosa che Silente non ci ha detto..." disse Hermione abbassando la voce.
"I nostri servizi segreti ci hanno miagolato che ci saranno presto novità sulla Spada del grande Godric" rivelò Conan all'improvviso. "Molto presto, miao".
"Cosa?" domandò Hermione rincuorata. "Davvero?".
A dire la verità, Hermione pensò anche che i felini magici la stessero prendendo in giro.
"Naturalmente, Harry dovrà meritarsela..." borbottò Pietra appollaiato sul grande cuscino di Hermione.
"Dov'è la spada?...Chi ha la Spada?" chiese Hermione a raffica.
"La Spada è in possesso di una persona di cui Harry non si fida" fece notare Daisy. "Quindi, dobbiamo trovare il modo migliore affinché giunga a Harry senza...ehm...incidenti di sorta".
Nessun libro della Biblioteca di Hogwarts avrebbe mai suscita in Hermione tanta curiosità quanto gli indovinelli di Stregatti dispettosi.
"Oddio... E' Peter Minus?"
"Ora non esageriamo"
"Draco Malfoy?"
"Ora non attendiamoci troppo dai tuoi colleghi"
"Dal poco affidabile Pietra Stregatto?"
"Ora non offendiamo"
"Almeno dimmi se appartiene a Hogwarts"
"Si, miao. Ed è anche appartenente alla specie umana. Uno dei migliori esemplari, miagolerei"
"Harry si fida della professoressa McGranitt e della Professoressa Sprite. Si fida anche del professor Vitious"
"Si...ma ora lascia fuori le persone troppo anziane e troppo basse, hi, hi, hi!"
"Oh...non miagolatemi che...che...che è..."
"Ora ci sei quasi....anzi no, proprio no"
"Ma non è possibile..."
"Lo avrebbe detto anche Harry. Ecco perché, a volte, vi miagoliamo a compartimenti stagni. Cerchiamo di favorire l'emersione di risposte diverse da cervelli umani diversi".
"Allora è lui che ha la Spada di Grifondoro?"
"Ora...posso solo miagolarti che non è il signor Argus Gazza, e nemmeno Mrs Purr"
"Non dovete leggere nel pensiero degli altri senza permesso!"
"Va bene, va bene...alla fine, ci arriverai per esclusione. Notte, notte!".
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